domenica 9 ottobre 2011

Autunno

Autunno. E' arrivato. Quasi l'attesa ha fatto sperare nell'estate continua, sandali, sole, magliette a maniche corte. E invece ti svegli una mattina e vedi le foglie colorate, quasi ti bussano alla finesra, trasportate dal vento. Sembrano coraggiose, quasi vogliano danzare prima di morire, quasi vogliano ancora mostrarsi, vanitose, ai nostri occhi.


E ti ritrovi ad affrontare un autunno diverso da quello precedente, diverso da tutti gli autunni passati, sembri più grande ed esperta, ma ti porti dietro ancora quelle insicurezze, come se ormai facessero parte di te. E non c'è modo di farle scivolare via, non c'è autunno per loro, sempre arpionate al tuo essere come linfa vitale, destinate a perire (o vivere, sempre) con te.


Sorridi impavida all'esterno e tutto ha un luogo preciso dove essere posizionato. Hai un'agenda, vero? Tutto è organizzato perfettamente, magari hai anche iniziato a tirare fuori i vestiti più pesanti, previdente, come sempre. Per trasgressione fumi una sigaretta con i piedi sul tavolo, Claudia, cos'è l'ultima cosa che hai buttato nel cestino? E' proprio lì, accanto a te, è il mese di settembre, l'estate, la spensieratezza dell'anno che se ne va, lento, ma costante e inesorabile, bello o brutto che sia.


E' tuo. Tutti i momenti vissuti sono tuoi, ti devono rendere forte, fiduciosa e speranzosa che tutto sia lì per un motivo e che stia solo a te coglierlo e renderlo magico e speciale. Come sai fare.


E forse allora anche l'ultima incertezza, ormai ingiallita, si staccherà da te, e vagherà senza meta trasportata dal vento, bussando ad una finestra che non le verrà mai più aperta.

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